
me
Dire chi sono mi risulta sempre piuttosto complicato; non perché non sappia chi sono o da dove vengo, ma perché trovo limitante descrivere se stessi attraverso rigide definizioni. O forse perché oggi so di poter situare il mio percorso biografico e professionale in un continuo fluire tra ambiti disciplinari solo apparentemente distanti; una storia di vocazioni che si sono compiute tardivamente, e che continuano a compiersi.
Dopo un percorso di studi in Scienze Politiche ho sentito forte il richiamo per tematiche legate alla creatività che mi ha portata a un periodo di studio a Firenze in cui ho avuto modo di approfondire il rapporto tra moda, corpo e cultura. Le successive esperienze lavorative mi hanno presto mostrato come quello dell’industria della moda sia, spesso, tra quei luoghi in cui più è visibile l’assenza di cura. Ho sentito così il bisogno di rivaccinarmi al corpo, alla danza, al movimento, che mi ha portata a scegliere di approfondire il metodo Pilates matwork con danzatori, coreografi e formatori tra cui Matilde De Marchi, Maria Cristina Ferri, Maximilian Sthor e Annamaria Cova.
Il desiderio di unire la creatività alle pratiche di cura, e di continuare a ricercare a partire dalla mia esperienza biografica, mi ha portata poi a scoprire e intraprendere il cammino a Philo, scuola di specializzazione quadriennale in Analisi Biografica a Orientamento Filosofico, diretta da Romano Madera, in cui sono attualmente impegnata.
La filosofia come pratica e stile di vita è andata così componendosi con la mia personale ricerca sul rapporto tra corpo, movimento e creatività intesa come possibilità di intravvedere il bello oltre l’utile, e nella continua ricerca di una pienezza del vivere che sappia celebrare il bello nella semplicità del quotidiano.
Creare uno spazio di studio e di ricerca capace di abbattere le frontiere fra le discipline, uno spazio che a sua volta sia metafora della possibilità di aprire e ampliare il nostro pensiero, la nostra percezione, la nostra esperienza. Contribuire, attraverso il proprio lavoro, allo sviluppo del passaggio dall’individualismo lineare al collettivo circolare. Tentare di mettere insieme pensieri e persone che condividano un approccio creativo e nuovo al modo di vivere il proprio tempo.
It’s always bit complicate for me to say who I am; not because I don't know who I am or where I'm from, but because I find it limiting to describe oneself through rigid labels. Or maybe because today I know I can be whoever I want to be. I consider my biographical and professional path a continuous flow between only apparently distant disciplinary fields.
After my studies in Political Science I felt a strong call for issues related to creativity which led me to a period of study in Florence where I was able to deepen the relationship between fashion, body and culture. Subsequent work experiences soon showed me how the fashion cell industry is often one of those places where the absence of care is most visible. So I felt the need to revaccinate myself to the body, to dance, to movement, choosing to deepen the Pilates matwork method and to undertake a training course with the dancer and choreographer Matilde De Marchi.
The desire to combine creativity with care practices, and to continue researching starting from my biographical experience, led me to discover and embark on the journey to Philo, a superiore specialization school in Biographical Analysis with a Philosophical Orientation, directed by Romano Madera , in which I am currently engaged.
Philosophy as practice and lifestyle come together with my personal research on the relationship between body, movement and creativity as the possibility of glimpsing the beautiful beyond the useful, and in the continuous search for a fullness of life that knows how to celebrate the beautiful in the simplicity of everyday life.
Today I want to create a space for study and research capable of breaking down the boundaries between disciplines, a space which in turn is a metaphor for the possibility of opening up and broadening our thinking, our perception, our experience. The idea is to contribute, through my work, to the development of the transition from linear individualism to circular collective. Trying to bring together thoughts and people who share a creative and new approach to the way of living one's time.