Una riflessione sui temi dell’identità, del corpo e della fragilità a partire dal tentativo di riuscire rendere visibile l’invisibile, svelando le distorsioni tra ciò che si vede e ciò che non si vede.
Materie prime organiche, fragili, simboleggiano l’anatomia corporea, la pelle, nella sua umana verità. Un intimo che invita alla sosta, alla contemplazione. Uno sguardo rivolto a se stessi e al proprio interno, ma anche un tentativo di capovolgere il nostro sguardo sull’esterno, andando al di là di ciò che appare.
Un invito a ripensare il modo in cui sperimentiamo il mondo attraverso l’esperienza del corpo. A partire dall’osservazione e dall’ascolto della realtà che ci circonda, e dalla consapevolezza che tutto quello che si materializza è specchio di ciò che avviene dentro di noi, nù eroticà tenta di porre delle domande che evidenzino gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo.
Percezione e apprezzamento sensoriale come veicoli di un’idea di bellezza dei sentimenti corporei: movimento, respiro, armonia, equilibrio, vigore, spazio.
La velocità, il prevalere della tecnica, l’individualismo marcato hanno finito per dominare le nostre esistenze e, con un parallelismo sorprendente, i settori creativi. Moda e creatività vivono un momento estremamente complesso, perché emblema delle dinamiche che attanagliano la nostra realtà.
In un tempo in cui il bello è spesso ridotto alla semplificazione del gradevole e dell’immediatamente comprensibile, nù erotikà cerca di favorire una riflessione su cosa significhi oggi la parola bellezza e su come la pura estetica non possa esistere, se non accompagnata dall’etica.
nù erotikà is an invitation to stop and rethink the way we experience reality through the experience of the body. Starting from observing and listening to what surrounds us, and taking awareness that everything that happens outside is a mirror of what happens inside, nù eroticà tries to ask questions that highlight the contradictions of our times.
Organic, veiled and fragile fabrics reveal the contrasts and distortions between what is seen and what is not seen.
The emphasis is on sensory perception and appreciation, as well as on conveying an idea of beauty of bodily feelings: movement, breath, harmony, balance, vigor, space.
Speed, technology, individualism have ended up dominating our lives and, with a surprising parallelism, the creative sectors.
Fashion and creativity are living an extremely complex moment, emblematic of the dynamics that grip our reality.
In a time when beauty is often reduced to the simplification of the pleasant and immediately understandable, nù erotikà tries to encourage a reflection on what the word beauty means today and on how the pure aesthetics cannot exist, if not accompanied by ethics.